prima pagina indice del numero stampa questa pagina esporta in pdf Quaderno del 29 marzo 2018

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3.1 Gli scenari CE per le priorità del nuovo bilancio UE


3.1 Gli scenari CE per le priorità del nuovo bilancio UE

Nel corso dell’evento di consegna delle firme per l’Alleanza delle Coesione del 22 marzo tenutosi al Comitato delle Regioni il commissario europeo alle finanze Gunther Oettinger ha dichiarato che probabilmente nella futura proposta di QFP la riduzione delle risorse per la politica di coesione sarà inferiore al 10%. Le dichiarazioni di Oettinger giungono ad un mese circa dalla pubblicazione della “provocatoria” comunicazione Un quadro finanziario pluriennale nuovo e moderno per un'Unione europea in grado di realizzare efficientemente le sue priorità post-2020 con la quale la Commissione ha offerto il proprio contributo alla discussione informale dei Capi di governo del 23 febbraio sulle priorità finanziarie per il prossimo bilancio.

Non si tratta delle proposte per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) che verranno avanzate dalla Commissione il 2 maggio 2018, ma di “scenari delineati sulla base di idee presentate nel dibattito pubblico e finalizzati a orientare la riflessione, a stimolare la discussione e a fornire una solida base fattuale per operare le scelte”.

L’uscita del Regno Unito dalla UE e la conseguente perdita di risorse derivanti dal suo mancato contributo impongono una riflessione critica sulle possibili aree di risparmio e sulla maggiore efficienza nel perseguimento delle priorità. A questo scopo, quindi, la CE ha individuato alcune aree prioritarie che - precisa il documento - non sono esaustive e non necessariamente riflettono la posizione dell’istituzione - e ne ha proposto alcune possibili dimensioni finanziarie.

Prioritariamente il documento si concentra su frontiere esterne, difesa europea, mobilità dei giovani (Erasmus +), infrastrutture digitali, ricerca e innovazione, supporto all’area euro, politica di coesione, PAC e relazioni esterne.

Le prime due voci ossia frontiere esterne e difesa europea, in coerenza con la dichiarazione di Bratislava, sono sempre rappresentate in aumento, fino a raggiungere, negli scenari di massima espansione, un valore pari al 14% del bilancio per la prima e un aumento di quasi venti volte l’attuale dotazione per la difesa. Anche per Erasmus + gli scenari delineati vanno dal raddoppio sino a sei volte l’attuale dotazione dello strumento.

Con specifico riferimento alla politica di coesione invece gli scenari proposti non vedono alcun incremento: il più positivo si limita al mantenimento dell’attuale dotazione (€ 370 miliardi di euro, compresa l’allocazione del Regno Unito e pari al 35% del budget UE) a fronte di una maggiore efficienza ottenuta attraverso la modulazione delle intensità di aiuto e un migliore sostegno degli obiettivi. Gli altri due scenari invece preconizzano una riduzione drastica che nel primo caso vedrebbe la fine del sostegno alle regioni più sviluppate e in transizione (1) con un valore della politica a 95 miliardi di euro (8,7% dell’attuale QFP), nell’ultimo scenario, che vedrebbe la coesione riservata ai soli SM che oggi beneficiano del fondo di coesione, non vi sarebbero affatto risorse per l’Italia.

Anche per la PAC il paper prefigura tre ipotesi che vanno dal mantenimento alla riduzione drastica.

Il documento si sofferma sulla necessità di “modernizzare” il bilancio UE, dotandolo di ampiezza e flessibilità, rafforzando il valore aggiunto europeo, la performance e la semplificazione, puntando di più e meglio sugli strumenti finanziari (es. EFSI), creando una riserva con le risorse disimpegnate e valutando di rendere il finanziamento UE più condizionato. La comunicazione si conclude con il disegno delle possibili opzioni per finanziare il nuovo QFP e sottolinea l’importanza di un’adozione nei tempi per evitare le conseguenze negative che l’adozione tardiva dell’attuale quadro pluriennale ha determinato.


Note:

(1): Sarebbero totalmente esclusi quindi Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia continentale, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Svezia e la gran parte delle regioni italiane e spagnole.