prima pagina indice del numero stampa questa pagina esporta in pdf Quaderno del 28 dicembre 2016

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Gli esiti di Senigallia: indicazioni per una chiusura efficiente e un avvio rapido della nuova programmazione


Strumenti di Ingegneria Finanziaria (SIF) in chiusura

L’incontro di Senigallia è stata l’occasione per porre alcuni quesiti specifici emersi in capo al Coordinamento delle AdA regionali. Il primo quesito posto ha riguardato l’ammissibilità finale della spesa sui fondi di garanzia, per cui si è richiesto se l’interpretazione dell’articolo 78, par. 6, del Reg. UE n. 1083/2006 sia quella ancorata al suo senso letterale, cosicché la spesa rendicontabile per ciascun fondo di garanzia corrisponde all’ammontare delle garanzie concesse, oppure se sia riferibile a quanto previsto nella nota COCOF dell’ 8 febbraio 2012, ovvero all’accantonamento praticabile, e in tal caso come si debba valutare la congruità di detto accantonamento.

Richiamando il punto n. 116 del Registro di domande e risposte sulla chiusura 2007-2013 (4), la CE ha ribadito che, al fine di garantire il rispetto del principio di sana gestione finanziaria, per determinare l’ammissibilità è necessaria una valutazione basata sul rischio del mercato finanziario di interesse per il tipo di garanzie fornite. La valutazione è in capo al soggetto gestore e verrà successivamente validata dall’AdG; essa deriverà dal tipo di prestiti coperti dal fondo di garanzia e dalla tipologia di mercato su cui viene concessa la garanzia.

Successivamente, è stato richiesto quali effetti abbia il mancato raggiungimento del moltiplicatore previsto dagli accordi di finanziamento stipulati in ciascuna Regione, ai fini del calcolo della dotazione finale del fondo, nel caso in cui il fondo abbia ruotato in misura inferiore rispetto alle previsioni effettuate.

Dai dati presentati dalla CE sui SIF emerge che su 12 mld di euro di fondi SIE destinati ai SIF (di cui 3 mld di euro, pari al 25%, per l’Italia), la percentuale di pagamenti giunti fino al beneficiario finale è pari solamente al 53%. Sul mancato raggiungimento degli obiettivi, le AdG saranno chiamate a fornire chiarimenti e giustificazioni, su cui poi si baserà il parere dell’AdA. Ovviamente per le parti dei SIF non utilizzate ci saranno delle correzioni, in quanto tali fondi saranno considerati come spesa non ammissibile.

A seguire, con riferimento alla normativa sull’autocertificazione e la richiesta della Commissione di effettuare i controlli sul 100% dei beneficiari finali, si è richiesto alla CE di quantificare una adeguata verifica campionaria, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa nazionale di riferimento. La CE ha ribadito che la verifica deve essere eseguita dal soggetto gestore che segue l’istruttoria. L’AdA verificherà, a campione, il lavoro svolto dal soggetto gestore del fondo.


Note:

(4): Il punto n. 116 recita: “Il valore di un contratto di garanzia in un fondo di garanzia dovrebbe essere stabilito attraverso una valutazione dei rischi di mercato per coprire le perdite attese ed inattese. Un aumento artificioso dei fondi di garanzia superiori alle specifiche necessità connesse al rischio non è coerente con i principi di sana gestione e di assorbimento dei fondi […]. La spesa ammissibile alla chiusura è costituita dalle garanzie previste (per i prestiti effettivamente erogati ai destinatari finali, che hanno già raggiunto la loro maturità, indipendentemente dal fatto che le garanzie siano state utilizzate o meno), e le garanzie impegnate (per i prestiti effettivamente erogati ai destinatari finali che non hanno ancora raggiunto la loro maturità)”.