prima pagina indice del numero stampa questa pagina esporta in pdf Quaderno del 22 dicembre 2015

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2. Stato dell’arte della riforma


2. Stato dell’arte della riforma

Nel momento in cui si scrive, la materia si presenta come un “cantiere aperto”, perché molteplici sono i fattori, normativi e operativi, che incidono sulla riforma dei servizi per il lavoro, a partire dal processo di attuazione della legge n. 56/2014 (cd. Legge Delrio), con il riordino delle funzioni istituzionali “non fondamentali” e con la conseguente riallocazione del personale provinciale preposto ai servizi.

Il contesto in cui la riforma si è radicata, infatti, fin dal principio ha palesato alcuni elementi di incertezza e di possibile incongruenza, più volte sottolineati dalle Regioni nelle occasioni di confronto interistituzionale.

Ad ogni modo, in continuità con l’attenzione da sempre riconosciuta alla tematica, le Regioni hanno da subito avviato una profonda riflessione, finalizzata ad orientare la stesura delle norme o, quanto meno, a contenerne gli effetti dirompenti sul complesso del sistema e le ricadute sui cittadini e sugli operatori. In questa logica, la garanzia della continuità di funzionamento dei servizi per l’impiego e il sostegno ai loro operatori – accanto al presidio del ruolo delle Regioni nella governance del sistema - ha rappresentato, di fatto, un argomento quasi assorbente e dirimente nell’agenda di lavoro della IX Commissione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Peraltro, tale impegno si è sviluppato non solo in funzione della partecipazione formale delle Regioni alla fase istruttoria di elaborazione della normativa, ma anche attraverso un’attività propulsiva di “pressing” presso gli organi parlamentari, affinché vi fosse un’adeguata consapevolezza e una giusta attenzione per un tema così sensibile, che va ad impattare sulle istituzioni primarie per l’andamento efficace delle politiche sul territorio.