prima pagina indice del numero stampa questa pagina esporta in pdf Quaderno del 22 dicembre 2015

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2.1. Le tappe principali del percorso


2.1. Le tappe principali del percorso

Sul versante delle politiche del lavoro, le tappe principali di tale percorso di approfondimento sono state, in estrema sintesi:

- a monte, l’espressione del parere sulla legge delega sul mercato del lavoro n. 183/2014, in seno alla Conferenza Unificata in data 15 maggio 2014;

- nel medio periodo, l’intesa raggiunta in Conferenza Stato – Regioni il 12 febbraio 2015 sul decreto legislativo in materia di riordino della normativa sugli ammortizzatori sociali in casi di disoccupazione volontaria;

- a seguire, l’audizione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome presso la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati in data 20 febbraio 2015;

- durante l’estate, l’approvazione dell’Accordo Quadro tra le Regioni e il governo in materia di politiche attive del lavoro per la gestione della fase transitoria dei servizi per il lavoro, in vista di un riassetto istituzionale complessivo, avvenuta il 30 luglio 2015, contestualmente al raggiungimento delle intese presso la Conferenza Stato – Regioni sull’intero pacchetto dei decreti legislativi attuativi del Jobs Act, rispettivamente in materia di servizi per il lavoro e politiche attive, riordino degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro e di semplificazione degli adempimenti a carico di cittadini e imprese;

- da ultimo, in linea con gli impegni assunti nell’Accordo Quadro e all’interno di questo perimetro di lavoro, l’approvazione presso la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in data 20 ottobre 2015 dello schema di convenzione bilaterale, tra la Regione e il ministero del Lavoro, attuativa dell’articolo 11 del D. Lgs. 150/2015 e dell’articolo 15 della legge 125/2015.

L’Accordo Quadro sulle politiche attive, di fatto, ha rappresentato la condizione per l’espressione dell’intesa sui decreti delegati; come emerge dal percorso appena descritto, entrambi sono sopravvenuti a seguito di un lungo e composito confronto tra le Regioni e le amministrazioni centrali sull’intero impianto normativo del Jobs Act, nell’ambito del quale le Regioni non hanno mai rinunciato a svolgere una propria funzione propositiva, fin dalla prima pubblicazione del disegno di legge sul mercato del lavoro, fino ai più recenti strumenti attuativi/operativi, su cui il lavoro appare ancora in progress.