prima pagina indice del numero stampa questa pagina esporta in pdf Quaderno del 30 giugno 2020

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Le Raccomandazioni specifiche all'Italia e il Piano Next Generation EU: un’analisi d’insieme


Introduzione

di Cecilia Cellai
Tecnostruttura - Settore Sviluppo Sostenibile

Nell’articolo del QT di marzo scorso abbiamo lasciato impressa l’immagine di un nuovo Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2020, il cui riorientamento ha avuto luogo con una prospettiva economica più ampia, contemplata da un lato nell’ambito della Strategia annuale di crescita sostenibile (ASGS) (1) con cui la Commissione europea ha esposto le linee guida mirate alla promozione della sostenibilità competitiva per costruire un'economia al servizio delle persone e del pianeta; dall’altro mediante l’assunzione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030 (OSS). Da ciò è derivata la nuova strutturazione delle Relazioni per Paese 2020 (Country Report), in cui la Commissione europea (CE) analizza la situazione sociale ed economica degli Stati membri; quest’anno a corredo è stata predisposta una sezione dedicata alla sostenibilità ambientale, nonché un’analisi ed un monitoraggio specifici che illustrano la performance di ogni Stato membro in relazione agli OSS e ne monitorano i progressi in base all’apposita serie di indicatori messi a punto da Eurostat.

In questo articolo di tre mesi dopo si commentano le Raccomandazioni specifiche per paese all’Italia (Country Specific Recommendations - CSR) (2), parte del pacchetto di primavera del Semestre europeo, con cui la Commissione rivolge orientamenti di politica economica alla luce dei mutamenti epocali provocati dalla pandemia causata dal virus Covid-19. A chiusura del semestre europeo l’Unione fornisce solitamente il quadro per il costante coordinamento delle politiche economiche e dell'occupazione; quest’anno la Commissione ha voluto ribadire – come si trae dalla lettura dei numerosi ed approfonditi consideranda del Preambolo – che, assicurando la piena attuazione delle Raccomandazioni che seguono, l'Italia contribuirà ai progressi verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e allo sforzo comune di garantire la sostenibilità competitiva nell'Unione, di cui è stata affermata l’importanza ad inizio mandato.

Le Raccomandazioni sono riconducibili a tre categorie di orientamenti specifici: dalla lettura del considerando 25 si evince che le quattro Raccomandazioni specifiche per paese 2020 indirizzate all’Italia si concentrano sulle modalità per fronteggiare l'impatto socioeconomico della pandemia ed agevolare la ripresa economica; sono queste le Raccomandazioni direttamente intese a porre rimedio agli squilibri macroeconomici individuati dalla Commissione, a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 (considerando 32). A queste si aggiungono le Raccomandazioni del 2019, la seconda tipologia da valutare in un’analisi integrata: ciò si motiva col fatto che le CSR 2019 hanno riguardato anche riforme definite essenziali per affrontare le sfide strutturali a medio e lungo termine; restano dunque “pertinenti e continueranno ad essere monitorate durante tutto il ciclo annuale del semestre europeo del prossimo anno”. Ciò vale anche per le CSR relative alle politiche economiche connesse agli investimenti, che vanno a costituire la terza categoria di Raccomandazioni: afferendo ad orientamenti correlati a specifici settori microeconomici – superando la classica impostazione che voleva l’emanazione di CSR solo macroeconomiche e relative all’occupazione - sono anche queste di fondamentale importanza per la crescita sostenibile, tali da dover essere prese in considerazione ai fini della programmazione strategica dei finanziamenti della politica di coesione dopo il 2020, anche per quanto riguarda le misure di attenuazione della crisi attuale e le strategie di uscita dalla stessa.
Sono queste, dunque, le priorità che la Commissione indica, sulla cui base si presume dovrà essere impostato il negoziato con l’Italia per l’impiego dei fondi europei: è quanto si può desumere considerato che permangono vive le CSR 2019, già molto incisive con l’Allegato D relativo alle politiche di coesione.

A questo proposito appare opportuno precisare che, alla data in cui sono state proposte dalla Commissione europea sia le CSR sia il Piano europeo, questa non aveva ancora potuto esaminare uno dei due documenti di riferimento su cui si basa l'esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, quale il programma nazionale di riforma 2020 (PNR 2020), riportato nella Raccomandazione tra parentesi quadre accanto al programma di stabilità 2020, come si evince dalla prima parte del già citato considerando 32. Di tale importante documento strategico non sono noti i contenuti a tutt’oggi che si scrive; siamo tuttavia a conoscenza del fatto che è in corso una rilettura per riportare un quadro più pertinente alle misure intraprese dall’Italia post Covid-19 a livello nazionale. A livello regionale, invece, si rimanda alla lettura del Contributo delle Regioni al PNR 2020, che riporta l’analisi ed il monitoraggio degli interventi di riforma regionali realizzati in risposta alle CSR 2019 e che costituisce una fotografia dell’operato delle Regioni di cui tenere conto per le scelte da effettuare in funzione della ripresa e della futura programmazione integrata dei fondi europei.


Note:

(1)Annual Sustainable Growth Strategy 2020, COM/2019/650 final.

 

(2): COM(2020)512 del 20 maggio 2020 Raccomandazione di Raccomandazione del Consiglio sul programma nazionale di riforma 2020 dell'Italia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 dell'Italia.