prima pagina indice del numero stampa questa pagina esporta in pdf Quaderno del 30 giugno 2020

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Raccomandazione 3 - Investimenti in R&I, competitività territoriale, infrastrutture materiali e immateriali, decarbonizzazione dell'economia, efficienza della PA, concorrenza e Agenda digitale


Raccomandazione 3 - Investimenti in R&I, competitività territoriale, infrastrutture materiali e immateriali, decarbonizzazione dell'economia, efficienza della PA, concorrenza e Agenda digitale

La lettura della Raccomandazione 3 viene integrata con i moniti dei Target della Strategia Europa 2020 (2 - Ricerca & Innovazione, 3 - Riduzione delle emissioni di CO2, 4 - Fonti rinnovabili, 5 - Efficienza energetica). In risposta a questa CSR multi-settoriale si dà conto degli investimenti effettuati e programmati dalle Regioni nell’ambito della ricerca ed innovazione, degli investimenti materiali ed immateriali per lo sviluppo dei territori a sostegno della competitività economica nazionale; guardando alla qualità delle infrastrutture, degli investimenti mirati per l’attuazione di politiche trasformative e di promozione, specie in favore della transizione verde; altresì degli investimenti per accelerare il processo di decarbonizzazione dell’economia; e infine degli investimenti per rafforzare l’efficienza della pubblica amministrazione, specie nell’ottica di diffondere criteri di sostenibilità in materia di appalti pubblici e di favorire una generale semplificazione.

Tra le politiche di promozione rientra anche la cooperazione allo sviluppo, promossa dalle amministrazioni regionali con azioni di sostegno integrato a partenariati pubblico-pubblico e pubblico - privati, per raggiungere quanto prima gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Inoltre di fronte all’emergenza sanitaria, alle sfide ambientali e alla conseguente riconversione dell’economia, le trasformazioni green e digitali offrono sfide, ma anche opportunità per le aziende di sviluppare nuovi modelli di business e prodotti e servizi migliori. La solidità e la sostenibilità dell'ecosistema dell'economia digitale dipendono da competenze e infrastrutture digitali, finanziamenti per l'innovazione, disponibilità di dati, sicurezza informatica e servizi pubblici adeguati all'era digitale. Le linee prioritarie di questa raccomandazione si inseriscono nei Pilastri Produttività e Sostenibilità ambientale dell’ASGS e del Country Report 2020.

Nel dettaglio le Regioni hanno promosso investimenti in ricerca e innovazione per le imprese (RA 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5; SDGs 3.b, 9.2, 9.4, 9.5, 9.b, 11.4; OP1 OSa1,a3 OP5; Dominio 11 BES/ISTAT) attraverso il sostegno a progetti di R&S presentati da imprese, singole o in partenariato, con Università e Centri di Ricerca, o da aggregazioni pubblico-private (Distretti Tecnologici, Laboratori Pubblico-Privati, Poli di Innovazione) nei settori strategici individuati nelle S3, progetti pilota realizzati da parte dei Gruppi Operativi (GO) del Partenariato Europeo per l’Innovazione (PEI), nonché progetti di ricerca finalizzati allo sviluppo di tecnologie per la valorizzazione del patrimonio culturale. Hanno favorito la creazione e il consolidamento di start up innovative ad alta intensità di applicazione/conoscenza e supportato iniziative di spin-off industriali e di ricerca.

Hanno altresì sostenuto la ricerca in ambito sanitario concedendo finanziamenti ad Enti ed Istituti scientifici per lo sviluppo di progetti di ricerca operativa clinica, transnazionale, di base, epidemiologica e organizzativa, centri di competenza dedicati alla medicina personalizzata e alla implementazione di Tecnopoli per la medicina di precisione e piattaforme tecnologiche dedicate alla medicina personalizzata. Hanno incentivato soluzioni innovative nei processi, nei prodotti e nelle formule organizzative per ridurre gli impatti ambientali e favorire il passaggio all’economia circolare, potenziando le infrastrutture di ricerca e adottando tecnologie sostenibili.

La misura relativa alla competitività territoriale e cooperazione internazionale, (RA 3.3, 3.8, 6.8; SDGs 2.3, 8.2, 8.9, 9.2, 9.4, 11.4, 12.b, 14.1, 14.4, 14.b, 15.9, 17.6, 17.7, 17.8; OP1 OSa1, a3,a4 OP5; Domini 3, 9, 11 BES/ISTAT) interviene sulla capacità delle amministrazioni di generare le condizioni favorevoli per lo sviluppo del territorio e del tessuto produttivo, nonché su azioni riferibili alla cooperazione internazionale e allo sviluppo. Nello specifico si tratta di interventi che promuovono il rafforzamento della competitività delle imprese, anche nel settore turistico e culturale, attraverso la modernizzazione e la diversificazione dei sistemi produttivi; sono stati erogati incentivi alle imprese turistiche per interventi di ampliamento, modernizzazione, manutenzione delle strutture, realizzazione di ciclovie, percorsi di fruizione turistica, trasporti turistici, marchi di qualità, riconoscimento dei luoghi della cultura e progetti per sviluppo di imprese culturali e creative, iniziative artistiche; sono stati sostenuti interventi di cooperazione territoriale volti allo sviluppo tecnologico e potenziamento delle capacità scientifiche e tecnologiche, attraverso l’istituzione delle ZES, piani strategici di sviluppo industriale e di internazionalizzazione, progetti di investimento nelle aree di crisi industriale.

Sono stati altresì favoriti interventi di sostegno al comparto agricolo anche in collegamento con lo sviluppo locale di aree interne; sono stati erogati finanziamenti e forme di sostegno alle imprese ittiche con investimenti volti al risparmio energetico e alla riduzione dell'impatto sull’ambiente, e per il miglioramento della sicurezza, dell’igiene e delle condizioni di lavoro.

Sul versante della cooperazione internazionale sono stati emanati avvisi per l’acquisto di servizi per l’internazionalizzazione delle PMI, percorsi di accompagnamento in mercati strategici (progetto Export 4.0), finanziati progetti strategici incentrati sul tema dell’innovazione e dello sviluppo di azioni pilota transfrontaliere, finalizzati alla promozione dell’innovazione, della competitività e dello sviluppo di clusters in settori quali l’innovazione alimentare, l’animazione rurale e le industrie creative; sono stati realizzati interventi relativi al sostegno all’educazione, alla ricerca, allo sviluppo tecnologico e all’innovazione, nonché azioni congiunte di governo per la tutela della biodiversità dei sistemi costieri e rurali e per la valorizzazione turistica transnazionale sostenibile.

Sul versante degli investimenti volti a favorire una transizione verde giusta, le Regioni hanno impostato interventi strategici di prevenzione, preparazione e promozione per trasformare la propria economia e proseguire sul terreno di sviluppo sostenibile a favore di una piena decarbonizzazione dell’economia (RA 4.2, 4.3, 4.4, 4.6, 4.7;SDGs 2.4, 6.6, 7.a, 7.b, 9.4, 11.2, 11.3, 11.6, 11.a, 13.2; OP2 OSb4,b6,b7, OP3 OSc3,c4, OP5; Domini 1,9,10,11 BES/ISTAT). Ciò può costituire una base di analisi e di confronto anche per la programmazione delle politiche di coesione della programmazione 2021-2027, sia con riferimento al miglioramento della qualità dell’aria nelle aree ad alta urbanizzazione; sia per l’adattamento di queste ultime ai cambiamenti climatici, così come per il sequestro di carbonio nelle aree verdi.

Nello specifico l’azione regionale si è concentrata sull’implementazione di infrastrutture e tecnologie sostenibili nelle imprese (fonti rinnovabili, impianti di cogenerazione e/o di tri-generazione, ottimizzazione tecnologica e installazione di sistemi di controllo e regolazione negli agglomerati produttivi, smartgrids); sull’istituzione di comunità energetiche per la produzione e lo scambio di energie prodotte da fonti rinnovabili; e attività di sostegno per pratiche agricole resilienti volte al miglioramento dell'efficienza energetica dei processi produttivi nelle aziende agricole e agroalimentari, attraverso l’utilizzo di fondi europei (PSR 2014-2020). Sul versante della mobilità sostenibile, sono state promosse azioni (POR FESR 2014-2020) volte a potenziare il trasporto sostenibile per persone e merci con investimenti nel trasporto pubblico locale, nel collegamento su ferro, nei sistemi di interscambio intermodale, nella mobilità ciclistica ed elettrica; sono stati finanziati sistemi di trasporto intelligenti accessibili (agevolazioni tariffarie concesse a favore delle fasce deboli e svantaggiate) e sicuri anche con interventi specifici di messa in sicurezza, sistemazione, adeguamento e manutenzione straordinaria della rete stradale dei territori urbanizzati e delle aree interne (Strategia nazionale aree interne); infine da sottolineare la consistente produzione di pianificazione regionale su le attività energetiche, sulla tutela ambientale del territorio e sui Trasporti (Piani Regionali dei Trasporti - PRT).

Attenzione particolare è rivolta al tema della transizione verso un’economia circolare (SDGs 6.4, 8.1, 8.4, 9.2, 12.1, 12.2, 12.3, 12.5, 12.6, 12.a, 12.c, 14.1; OP1 OSa3, OP2 OSb1,b2,b3,b6, OP5; Domini 3,4,10,11 BES/ISTAT), in attuazione dell’obiettivo del Green New Deal di trasformare l’Europa in un continente climaticamente neutrale e competitivo. È in questo senso che le Regioni contribuiscono ad una veloce riduzione dell’impronta ecologica complessiva di consumo, avviando interventi, finanziamenti, progetti e buone prassi, riconducibili ai tre pilastri del nuovo Piano d’azione per un’economia circolare (COM 2020 98 final del 11/3/2020) quali, progettazione di prodotti sostenibili, rafforzamento del ruolo dei consumatori e processi di produzione più circolari, in cui sono previste una serie di misure per l’intero ciclo dei prodotti, dalla progettazione al riciclo. Si tratta di interventi che promuovono modelli sostenibili di produzione e di pratiche di consumo attraverso il potenziamento di capacità scientifiche e tecnologiche; di azioni volte al miglioramento nel consumo e produzione di risorse, scollegando la crescita economica dalla degradazione ambientale; di misure per un uso efficiente delle risorse e promozione della gestione dei rifiuti in direzione di prevenzione, riduzione, riciclo e riutilizzo, mediante politiche trasformative.

Ulteriore attenzione è stata data alla pianificazione, alle azioni di coordinamento ed alla realizzazione di investimenti regionali previsti da politiche di sviluppo sostenibile fondate sulla qualità delle infrastrutture che costituiscono una base per operare nel senso di una transizione verde (RA 4.1, 4.5, 4.6, 4.8, 5.1, 5.2, 5.3; SDGs 2.3, 2.4, 2.5, 3.9, 6.1, 6.3, 6.4, 6.5, 6.6, 6.a, 7.1, 7.2, 7.3, 7.a, 9.1, 9.4, 11.1, 11.2, 11.3, 11.4, 11.5, 11.7, 11.a, 11.b, 12.2, 13.1, 13.2, 13.3, 14.1, 14.2, 14.5, 14.6, 15.1, 15.3,15.5, 15.6, 15.7, 15.8, 15.9, 15.a, 15.b; OP1 OSa3, OP2 OSb1,b2,b4,b5,b7, OP3 OSc3,c4, OP5; Domini 1,9,10 BES/ISTAT). Gli interventi delle Regioni in questo ambito fanno riferimento a politiche di prevenzione e protezione che, con un approccio integrato, consentono di operare in favore dell’organizzazione dello sviluppo territoriale urbano rispetto all’edilizia, alle fonti di energia (riduzione dei consumi energetici negli edifici, smartbuildings e smartgrid), alle connessioni materiali ed immateriali, all’urbanistica, al paesaggio (interventi di rigenerazione urbana e territoriale e governo del territorio, nelle aree interne e territori montane) e alla valorizzazione dei beni culturali di interesse architettonico, artistico, storico (messa in sicurezza, tutela e conoscenza); in parallelo di contemperare la tutela, il funzionamento ed anche il ripristino delle aree verdi a bassa antropizzazione, degli ecosistemi terrestri, acquatici e la conservazione della biodiversità; ciò può anche fornire una base di analisi e di confronto per la programmazione delle politiche di coesione 2021-2027, in particolare per quanto riguarda l’OP5 in merito allo sviluppo dei territori e alla sostenibilità integrata da stabilirsi tra aree urbanizzate, aree interne, quelle a vocazione rurale, nonché a vocazione paesaggistica culturale e turistica.

In sede di pianificazione territoriale e di valutazioni di piani, programmi e progetti, ricorrono con maggiore frequenza le soluzioni “in armonia con la natura” (Nature-Based Solutions), da privilegiare rispetto a quelle infrastrutturali tradizionali (Grey Infrastructures); il consolidamento del sistema delle aree protette nazionali e regionali, la salvaguardia della biodiversità, e la promozione della pesca sostenibile, la tutela del territorio rispetto al consumo di suolo e alla frammentazione degli ecosistemi, attraverso lo sviluppo delle connessioni mediante sistemi di reti ecologiche e di infrastrutture verdi (riduzione del rischio idrogeologico e di erosione costiera, riduzione del rischio incendi e del rischio sismico, anche per gli immobili tutelati, e riduzione del rischio di desertificazione - PSR 2014-2020); gli interventi di bonifica, l’attuazione della Direttiva Nitrati e le misure di adattamento ai cambiamenti climatici; il coordinamento necessario per l’adattamento, la prevenzione e la preparazione in termini di clima e rischi; la tutela e la predisposizione delle infrastrutture per una gestione sostenibile del capitale naturale e delle risorse idriche, in termini di accesso, qualità e gestione.

Per il superamento delle criticità che caratterizzano la pubblica amministrazione negli ambiti della gestione del pubblico impiego e delle performance della PA, della digitalizzazione dei servizi per renderli più fruibili ai cittadini e alle imprese, e delle restrizioni alla concorrenza, le Regioni hanno attivato iniziative dirette al conseguimento di obiettivi di miglioramento dell’efficienza della PA (RA 11.3, 11.6; SDGs 5.5, 16.6, 16.7; Fattori 1,2,4,8; PEDS 2,3; Domini 6, 12 BES/ISTAT) complementari con le riforme avviate sul piano nazionale. Nello specifico sono stati adottati Piani di Performance amministrativa per il periodo 2019-2021 e Piani di fabbisogno delle risorse umane e rafforzamento delle competenze; predisposto l’aggiornamento del Sistema di Misurazione e Valutazione della performance (SMiVaP) del personale e dei dirigenti; data attuazione alla II fase dei Piani di Rafforzamento Amministrativo (PRA) e promosse iniziative di rafforzamento delle strutture coinvolte nell’attuazione dei Fondi SIE (Cabine di regia; Nuclei di valutazione; uffici di monitoraggio, rendicontazione e certificazione della spesa, rete territoriale degli sportelli Europa); adottate azioni di miglioramento della capacità amministrativa e della governance multilivello con azioni di accompagnamento al processo di riforma degli enti locali, riqualificazione del personale, accompagnamento e affiancamento, assunzione di personale; definiti piani di alienazione o dismissione delle partecipazioni, fusione per incorporazione e piani annuali di razionalizzazione degli enti e società.

In questi anni il Governo e le Regioni, con la sottoscrizione di diversi accordi, sono stati impegnati a supportare un percorso di crescita digitale nei processi produttivi e nei servizi della pubblica amministrazione, anche se è ancora necessario il consolidamento dell’infrastrutturazione. Le risorse messe in campo dalle Regioni sul tema dell’Agenda digitale/connettività rurale (RA 2.1, 2.2, 2.3 SDGs9.1, 9.4 11.3; OP3 OSc1, OP5; Domini 11,12 BES/ISTAT), anche per il 2019, sono state cospicue (POR FESR 2014-2020) e attengono ai finanziamenti volti alla riduzione dei divari digitali nei territori (realizzazione di rete a BUL nei Comuni, governance, costituzione di comitati di coordinamento e piani strategici per il digitale, cablaggio di scuole, realizzazione di infrastrutture digitali regionali); al potenziamento della digitalizzazione e diffusione di servizi digitali interoperabili nella PA del sistema pubblico di connettività quali giustizia, sanità, turismo, attività e beni culturali, servizi alle imprese, sicurezza informatica per PA e EELL; alla realizzazione di piattaforme informatiche per SUAP e incrocio con altre piattaforme; al potenziamento dei servizi on line, di inclusione digitale; all’attivazione di processi di innovazione nella PA, servizi competitivi per gli utenti, valorizzazione del patrimonio informativo pubblico, soluzioni ICT nei processi produttivi delle MPMI coerentemente con la strategia di smart specialization (commercio elettronico, cloud computing, manifattura digitale e sicurezza informatica).

Infine per quanto riguarda il tema dell’apertura del mercato, concorrenza, servizi alle imprese (SDGs 10.5, 14.b; OP1 OSa3, OP4 OS6,9,d2, OP5; Dominio 12 BES/ISTAT) vengono riportate azioni, in un contesto orientato alla competitività e alla concorrenza intese come leve di crescita economica, volte alla liberalizzazione dei servizi e alla semplificazione dei procedimenti, riducendo gli oneri per le imprese. In particolare si segnalano interventi di promozione della concorrenza nel settore dei servizi alle imprese (razionalizzazione rete distributiva carburanti, legge nazionale sulla concorrenza 2018), del commercio al dettaglio (norme di semplificazione per l’apertura di esercizi commerciali, regolamentazione del commercio su aree pubbliche e adozione di modulistica unificata e standardizzata accordi in Conferenza Unificata del 2019); modernizzazione, innovazione e valorizzazione delle attività degli imprenditori ittici, anche per nuovi mercati e promuovere prodotti; gestione efficiente dei servizi pubblici locali in un’ottica di efficienza ed efficacia dell’utilizzo e di sostenibilità economica.