prima pagina indice del numero stampa questa pagina esporta in pdf Quaderno del 31 marzo 2026

+T -T Didacta 2026 - La Scuola Delle Regioni

Filiera e reti: due livelli che si parlano


Filiera e reti: due livelli che si parlano

La seconda innovazione è di governance: non una singola rete “che fa tutto”, ma un impianto a due livelli. Le Linee guida definiscono una fisionomia che distingue:

• Un livello regionale: più filiere a dimensione regionale che assumono una fisionomia e un collegamento con le caratteristiche produttive dei Cluster; sono filiere agganciate ai SEP (Settori Economici Professionali dell’Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni), che al loro interno individuano i Processi di lavoro dei SEP più strategici per l’economia regionale; processi di lavoro quindi come unità di progettazione e ponte più diretto tra scuola/formazione e imprese.


• Un livello territoriale: reti/campus subregionali, composte da istituzioni scolastiche e formative, che erogano percorsi quadriennali (IT/IP/IeFP), attivando connessioni sia orizzontali sia verticali verso ITS Academy (ed eventuali percorsi IFTS).

Questa architettura serve a tenere insieme due esigenze complementari: dialogo continuo con i Cluster (quindi con l’evoluzione del lavoro) e, contemporaneamente, flessibilità territoriale per attivare più reti con processi diversi dentro la stessa filiera o, viceversa, reti su uno stesso processo presenti in territori diversi.

Questa organizzazione evita due rischi opposti: da un lato, una regia troppo centralizzata; dall’altro, reti che nascono “a macchia di leopardo” senza una grammatica comune. La distinzione filiere/reti è esplicita nelle Linee guida e ne costituisce la spina dorsale organizzativa.