Quaderno del 31 marzo 2026
Didacta 2026 - La Scuola Delle Regioni
Accompagnamento iniziale: creare le condizioni perché le reti nascano davvero
Accompagnamento iniziale: creare le condizioni perché le reti nascano davvero
Se si vuole che un partenariato sia reale, serve un investimento intenzionale su linguaggio comune, aspettative, chiarimenti su ruoli e vincoli. In altre parole: la rete non si “decreta”, si costruisce.
Per questo la Regione, mentre da un lato stava costruendo le Linee Guida di cui sopra approvate a dicembre 2024, ha nel contempo organizzato dal mese di maggio gli incontri con i Cluster regionali e, in accordo con l’USR, un incontro seminariale in presenza con i referenti degli Istituti di Istruzione, degli IeFP regionali e degli ITS Academy interessati ai percorsi formativi in filiera, con l’obiettivo di illustrare la riforma 4+2 e favorire la nascita delle reti.
A questo primo incontro ne sono succeduti molti altri, tra fine ottobre e inizio novembre, specifici di filiera/processo al fine di raccordare le opportunità del sistema dell’istruzione, della formazione professionale regionale e degli ITS.
Tutto ciò ha portato all’attivazione a dicembre 2024 (avvio anno formativo 2025/26) di 7 filiere con 11 reti territoriali a cui hanno fatto seguito a dicembre 2025 (avvio anno formativo 2026/27) due nuove filiere per complessive 20 reti, con un aumento delle scuole coinvolte da sette a tredici e degli enti formativi regionali da quattro a dieci.
Le filiere ad oggi attive in Regione Friuli Venezia Giulia fanno riferimento ai settori della Metalmeccanica e Meccatronica, dell’Energia, dei Servizi commerciali, dell’Edilizia, dei Servizi digitali, del Turismo e Agroalimentare. A partire dall’anno scolastico 2026/27 si avvieranno anche i percorsi in filiera nel settore della Logistica e della Chimica.
Rispetto alla Istruzione e Formazione Professionale Regionale (IeFP) la Regione ha attivato delle misure di potenziamento quali:
• aumento delle ore annuali dei percorsi (da 1.056 a 1.188) e rimodulazione delle ore di alternanza (percorsi ordinari anziché duali) in modo da potenziare la formazione delle competenze di base e trasversali;
• uno specifico percorso di accompagnamento per il coordinamento, la progettazione e la promozione delle filiere formative tecnologico-professionali;
• una specifica misura di potenziamento delle attrezzature laboratoriali;
• il potenziamento dei modelli di didattica attiva;
• una collaborazione con la Regione Lombardia per lo sviluppo di specifici strumenti e metodologie di valutazione degli apprendimenti (per risultato), in particolare sulle competenze di base e a tendere su quelle trasversali (3).
Nei paesi dell’Unione Europea, l’obiettivo di creare, nell’ambito dell’istruzione tecnica e professionale, un percorso ordinamentale che raccordi il mondo della scuola e quello del lavoro è una realtà ampiamente consolidata. Così come la riduzione da cinque a quattro anni dell’istruzione secondaria.
Per la Regione Friuli Venezia Giulia la riforma delle Filiere Formative Tecnologico Professionali e la nuova geometria 4+2, rappresenta un’opportunità di consolidare la connessione del sistema dell’istruzione e della formazione professionale alle richieste del tessuto produttivo locale, di potenziare il necessario adeguamento delle competenze a fronte di una fase storica caratterizzata da una accelerazione senza precedenti dei processi di trasformazione tecnologica, produttiva, culturale e sociale, che rischiano di aumentare il divario tra i sistemi formativi e il mondo del lavoro.
Diverse sono le sfide che questa riforma pone al centro delle scelte regionali. È necessaria una strategia complessiva per ridisegnare l’intero sistema di programmazione del sistema di istruzione e formazione in termini di attrattività e risposta alle scelte delle studentesse e degli studenti del territorio regionale, che deve coniugare una vasta offerta di percorsi tradizionali e sperimentali di istruzione e formazione con un tema legato alla denatalità. È altresì fondamentale per le Filiere Formative Tecnologico Professionali regionali investire sulla contaminazione e integrazione del mondo dell’istruzione con quello della formazione professionale, rendendo effettiva la coprogettazione dell’offerta, la flessibilità didattica e organizzativa, l’adozione di metodologie innovative, l’utilizzo in rete di tutte le risorse professionali, logistiche e strumentali disponibili e il dialogo continuo con il sistema produttivo locale.
La capacità di formare figure professionali in grado di operare immediatamente in ambiti tecnologici avanzati, rispondendo alla rapida evoluzione del mercato e al superamento dello skill mismatch, si conferma come un elemento centrale per l’attrattività e la competitività territoriale.
(3): Come auspicabile dalla legge n. 22 del 19/02/2025 sullo sviluppo di competenze non cognitive e trasversali nei percorsi delle istituzioni scolastiche e nei percorsi di istruzione e formazione professionale.
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