prima pagina indice del numero stampa questa pagina esporta in pdf Quaderno del 18 dicembre 2019

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Quadro strategico regionale, nazionale ed europeo


Quadro strategico regionale, nazionale ed europeo

Il Contributo delle Regioni al Programma Nazionale di Riforma (PNR) è stato impiegato - insieme alla funzione di strumento di monitoraggio degli interventi di riforma - come esercizio di raccordo programmatico del Semestre europeo con le Politiche di Coesione e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite (SDGs). Oltre a ciò, le Regioni hanno espresso una posizione politica in Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, proponendo alla UE di riformare il Semestre europeo, affinché integri la governance multilivello, sia allineato a una nuova strategia di lungo termine della UE e attui gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 (3).

A livello regionale, inoltre, gli stessi documenti di economia e finanza regionale (DEFR) e i documenti strategici di programmazione offrono il quadro e l’opportunità di classificare i dati regionali quantitativi e qualitativi per pervenire ad un monitoraggio e ad un posizionamento regionale rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile; altresì molti esercizi programmatori regionali sono già stati impostati per fornire indicazioni, linee, programmi e azioni di portata strategica, validi per monitorare in una programmazione unitaria regionale nel suo complesso anche gli obiettivi della programmazione europea 2021-2027.

A livello nazionale l’approccio è rappresentabile come un sistema a doppia via: da un lato la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, varata dal ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), rappresenta il quadro strategico di riferimento nazionale. Dall’altra parte, già a partire dal 2016, l’ISTAT ha affiancato agli indicatori e alle analisi sul benessere equo e sostenibile (BES) gli indicatori per il monitoraggio degli SDGs (i due set di indicatori sono solo parzialmente sovrapponibili, ma complementari). Oltre a ciò, a partire dal 2017, nel Documento di Economia e Finanza, una selezione di indicatori BES è entrata nel processo di definizione delle politiche economiche, integrando i tradizionali indicatori economici con misure sulla qualità della vita delle persone e sull’ambiente in cui vivono. A tale proposito si anticipa che il prossimo Contributo delle Regioni al PNR 2020 rileverà gli interventi di riforma regionali anche per effettuare un monitoraggio in ottica BES.

In termini prospettici strategici è rilevabile, poi, a livello europeo:

- Il negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale e sulle politiche di coesione 2021-2027 ha già fatto prevedere un forte legame tra Semestre europeo e Politiche di Coesione. È rilevante, inoltre, che gli obiettivi di policy siano anche particolarmente coincidenti con la struttura e i moniti del Semestre europeo – contenuti nelle citate CSR -, che sottendono ad una dimensione sociale richiedente un urgente cambio di passo del progetto europeo.

- Già nell’Accordo di partenariato della programmazione Fondi SIE attuale - ma in maniera più pervasiva e strategica nella programmazione delle Politiche di Coesione 2021-2027 – gli obiettivi di sviluppo sostenibile permeano in maniera trasversale tutti gli obiettivi di policy, arrivando tra l’altro a sostanziare – nella proposta nazionale di Accordo di partenariato - l’Obiettivo di Policy 5 Un’Europa più vicina ai cittadini come un microcosmo di sperimentazione locale. È indicativo che nell’impianto del Regolamento FSE+, pur ancora in bozza, lo sviluppo sostenibile venga richiamato nelle considerazioni iniziali (punto 4). Parimenti, rispetto all’Obiettivo di PolicyUn’Europa più sociale - anche alla luce dell’assunzione dei principi del Pilastro europeo dei diritti sociali - la visione dello sviluppo sostenibile risulta radicata ai risultati della programmazione attuale, finalizzata a consentire il salto di qualità atteso nella prossima programmazione.

- La nuova Commissione europea sarà nel suo insieme responsabile per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile; altresì ogni commissario sarà responsabile, ciascuno nel proprio settore di competenza, della realizzazione degli obiettivi ONU di Agenda 2030. Infine al commissario per gli Affari economici e finanziari Paolo Gentiloni andrà anche la responsabilità del coordinamento degli obiettivi ONU per lo sviluppo sostenibile nell’ambito del suo incarico come responsabile per il Semestre europeo.

- Il nuovo accordo per la crescita europea – The European Green Deal - è parte integrante della macro strategia europea per implementare Agenda 2030 e gli obiettivi ONU di sviluppo sostenibile e le altre priorità annunciate dalle linee guida politiche della nuova Commissione europea. Come parte del Green Deal, la Commissione reimposterà il suddetto processo del coordinamento macroeconomico del Semestre europeo per incorporare gli obiettivi Onu di sviluppo sostenibile, per mettere al centro della politica economia europea la sostenibilità ed il benessere dei cittadini, nonché per fare degli SDGs il cuore del sistema di policy making europeo (4).