prima pagina indice del numero stampa questa pagina esporta in pdf Quaderno del 30 settembre 2016

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Modernizzazione ed efficientamento della pubblica amministrazione


Modernizzazione ed efficientamento della pubblica amministrazione

La programmazione dei Fondi SIE 2014-2020 pone una rinnovata enfasi sulla centralità del rafforzamento e dell’ammodernamento dell’apparato pubblico, quale priorità strategica da perseguire per realizzare una "smart administration" in grado di fornire migliori servizi alle imprese e ai cittadini. La rilevanza delle policy destinate al capacity building si evince, del resto, dalla scelta, operata dal legislatore comunitario, di estendere la possibilità di finanziare tali interventi in tutto il territorio nazionale, diversamente da quanto previsto nel ciclo programmatorio 2007-2013, in cui le azioni di capacità istituzionale erano realizzabili solo nelle Regioni dell’area Convergenza.

In particolare, il Regolamento Fse dedica al perseguimento del citato obiettivo due priorità d’investimento: una di carattere più generale (art. 3.d.i) finalizzata a migliorare la capacità istituzionale e l’efficacia delle amministrazioni e dei servizi pubblici (…), ed una, più specifica, destinata a potenziare la capacità delle parti che operano nei settori dell'istruzione, della formazione permanente, della formazione, delle politiche sociali e del lavoro (art. 3.d.ii).

Le Regioni e Province autonome, in fase di programmazione del Fse hanno allocato sull’Obiettivo Tematico (OT) 11, destinato al rafforzamento della capacità istituzionale e amministrativa della PA, un ammontare di risorse pari a € 162.453.120. Il sostegno risulta concentrato in misura prevalente sulla prima priorità d’investimento, alla quale sono destinati €145.783.259; a fronte di € 16.669.861 appostati sulla seconda. L’asse, quantunque previsto all’interno di tutti i PO finanziati dal Fse, assume un peso finanziario più rilevante nelle Regioni in ritardo di sviluppo e in sostegno transitorio, dove complessivamente risultano allocati sull’OT 11 € 102.722.123 a fronte di € 59.730.997 del Centro Nord.

La strategia d’intervento dei PO converge in linea di massima sugli obiettivi di miglioramento delineati nelle Raccomandazioni europee (CSR3 e CSR6): l’ottimizzazione delle performance della pubblica amministrazione; l’aumento della trasparenza e interoperabilità e dell’accesso ai dati pubblici e l’innalzamento dei livelli di integrità e legalità nell'azione della PA; il miglioramento dell’efficienza e della qualità delle prestazioni del sistema giudiziario; la riduzione degli oneri amministrativi.
I programmi contengono una gamma piuttosto eterogenea di azioni, riflettendo il risultato delle specifiche analisi effettuate a livello delle singole amministrazioni e proponendo specifiche ipotesi di intervento adeguate al fabbisogno dei contesti locali; ciò nondimeno emergono alcune indicazioni programmatiche comuni, che di seguito evidenziamo.

Le Regioni intendono intervenire prioritariamente sul miglioramento delle prestazioni della pubblica amministrazione (Risultato Atteso dell’Accordo di Partenariato - RA - 11.3 selezionato da 19 Regioni). La quasi totalità si propone, in particolare, di attivare iniziative formative dirette all’empowerment delle diverse articolazioni dell’apparato pubblico (Regione e suoi organismi in house, Comuni, altri enti locali) e delle istituzioni preposte alla gestione delle politiche per la formazione, il lavoro e l’inclusione sociale. Gli interventi saranno focalizzati principalmente sulle competenze linguistiche e digitali, nonché su temi trasversali quali l’ambiente, gli appalti pubblici e gli aiuti di Stato. In misura minore si prevedono azioni mirate al rafforzamento delle strutture impegnate nella gestione dei Fondi SIE, a partire dalle tre Autorità (AdG, AdC e AdA) e ricomprendendovi, se del caso, gli eventuali organismi intermedi. Si prevede inoltre di definire sistemi di analisi delle performance anche attraverso l’adozione di modelli di rating e di sistemi di benchmarking.

In forma complementare saranno sostenute, da quasi metà delle Regioni, azioni per lo sviluppo e il rafforzamento della collaborazione in rete fra le amministrazioni e con gli stakeholder (servizi per l’impiego, servizi sociali, istituzioni scolastiche e formative) al fine di integrare i rispettivi sistemi, armonizzare procedure e modalità di gestione, condividere esperienze e modelli organizzativi di successo che possano massimizzare gli impatti delle policy.
Particolare attenzione è attribuita anche alle iniziative di capacitazione per l’efficace implementazione dei Programmi d’investimento pubblico (RA 11.6 selezionato da 7 Regioni). Più concretamente, quasi tutte le Regioni (tra quelle che hanno scelto il RA) attiveranno azioni di supporto all’implementazione dei Piani di rafforzamento amministrativo: garantendo un’adeguata capacità tecnica, in termini di quantità e competenze del personale responsabile della gestione e realizzazione degli interventi; assicurando standard di qualità in relazione a tempi e modalità di realizzazione degli stessi e la massima trasparenza delle azioni collegate al Programma; sviluppando strumenti comuni alle amministrazioni, con particolare riferimento ai sistemi informativi. A corollario saranno realizzate azioni di empowerment degli operatori coinvolti nei processi di riforma e modernizzazione delle politiche pubbliche, allo scopo di contemperare gli obiettivi di riordino istituzionale con quelli di un miglior utilizzo dei fondi europei.
Alla stessa stregua, più della metà delle Regioni che ha selezionato il RA intende finanziare interventi diretti all’attuazione del codice di condotta europeo sul partenariato ed al miglioramento della qualità della consultazione con le parti economiche e sociali, attraverso: l’attivazione di percorsi di qualificazione delle competenze; l’implementazione di un processo strutturato di partecipazione; la promozione di network finalizzati alla riduzione dell’asimmetria informativa tra i diversi attori coinvolti nei processi di programmazione ed attuazione di progetti complessi.

Nel quadro delle iniziative dirette ad innalzare i livelli di trasparenza, interoperabilità e accesso dei dati della pubblica amministrazione (RA 11.1 – selezionato da 11 Regioni), la quasi totalità delle Regioni interverrà sia sul fronte del miglioramento della qualità dei dati, per renderli in formato utilizzabile per cittadini, imprese e altre amministrazioni, sia sul rafforzamento della capacità della PA di diffondere e scambiare informazioni tramite sistemi interoperabili.
Saranno allo scopo messe a punto piattaforme informatiche (anche open data) per la gestione di settori cardine di competenza regionale (istruzione, formazione, lavoro, servizi sociali e sanitari); si punterà inoltre allo sviluppo di sistemi conoscitivi per lo scambio, l’elaborazione e la diffusione dei dati sulle diverse policy volti a facilitare la lettura dei fenomeni e la valutazione delle politiche. In parallelo saranno attivati, da oltre la metà delle Regioni, iniziative di aggiornamento delle competenze digitali del personale della PA per favorire il riutilizzo dei dati e interventi di formazione e affiancamento/consulenza, diretti a migliorare i processi organizzativi degli uffici che gestiscono le basi informative in un’ottica di collegamento-interoperabilità.
Un paio di amministrazioni si propongono, inoltre, di avviare (nell’ambito del RA 11.5) progetti ad hoc per il rafforzamento delle competenze in materia di trasparenza o per la creazione di network volti ad aumentare la riconoscibilità e la legalità delle azioni condotte dalla pubblica amministrazione, nonché interventi di formazione e accompagnamento on the job, sul disegno e la gestione delle procedure di gara online, per la prevenzione della corruzione negli appalti pubblici.

Una specifica attenzione sarà rivolta al rafforzamento degli uffici giudiziari (selezionato da 7 Regioni), in considerazione dell’esigenza di sostenere questi organismi nel loro impegno di contrasto e lotta all’illegalità. Le iniziative, programmate riguarderanno più nel dettaglio: l’introduzione di sistemi di qualità presso i tribunali; la reingegnerizzazione delle procedure di lavoro; la formazione, l’accompagnamento e il supporto organizzativo all’innovazione tecnologica e all’informatizzazione dei procedimenti; la promozione e diffusione della cultura del management e del case management.
Interventi diretti all’efficientamento della giustizia civile si rinvengono, in alcuni casi, nell’ambito delle iniziative più generali dirette al miglioramento delle prestazioni della PA; in particolare nelle ipotesi in cui l’amministrazione abbia valutato di non attivare lo specifico RA e l’azione correlata dell’Accordo di Partenariato.

Saranno infine sostenute azioni di semplificazione amministrativa e procedurale per ridurre gli oneri amministrativi; sebbene il risultato atteso diretto sia stato selezionato da una sola amministrazione, l’analisi dei PO evidenzia che iniziative finalizzate al perseguimento degli obiettivi dell’”Agenda per la Semplificazione” sono state comunque programmate da numerose Regioni nell’ambito dei risultati attesi volti a favorire la trasparenza l’interoperabilità e l’accesso ai dati pubblici (RA 11.1), il miglioramento delle prestazioni della PA (RA 11.3), il rafforzamento dell’efficienza del sistema giudiziario (RA 11.4) [cfr. CSR6].