prima pagina indice del numero stampa questa pagina esporta in pdf Quaderno del 29 marzo 2018

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I beni pubblici europei


I beni pubblici europei

Sempre in ambito CIAE è stata altresì evidenziata l'importanza di attribuire congrui finanziamenti per alcuni specifici settori, quali grandi progetti infrastrutturali, sviluppo sostenibile, cultura, sociale, mobilità in senso ampio (ad es. Erasmus Plus), nonché per i temi afferenti alla gestione delle frontiere esterne, immigrazione e sicurezza, difesa. Ad essi, quindi, configurabili come beni pubblici europei (European common goods), ossia settori in cui l’iniziativa dell’Unione Europea può rivelarsi più efficace rispetto alle azioni dei singoli Stati membri, andrebbero rapportate le priorità politiche dell’Unione Europea che il Bilancio europeo dovrebbe perseguire.

Sul concetto dei beni pubblici europei l’Italia aveva già incardinato la posizione nazionale relativa al Quadro finanziario Pluriennale (QFP), che era stata anticipata con un non paper predisposto in aprile 2017 dal titolo “Il Quadro Finanziario Pluriennale: uno strumento strategico al servizio degli obiettivi dell’unione europea”.

In occasione del Consiglio europeo e del Vertice dei Capi di Stato e di Governo del 16 dicembre 2017 prima, poi con l’adozione della Dichiarazione di Roma 10 gennaio 2018 “Bringing the EU forward in 2018”, l’Italia ha provveduto a rafforzare la posizione espressa a livello politico - stavolta insieme all’unione dei Paesi del Sud d’Europa - di “assumere un nuovo approccio sui beni pubblici europei, che dovrebbero essere assicurati nell’ambito del budget europeo nel Quadro Finanziario Pluriennale”.