prima pagina indice del numero stampa questa pagina esporta in pdf Quaderno del 20 dicembre 2013

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Professioni regolamentate in Europa: favorirne l’accesso e il riconoscimento per una nuova crescita dell’occupazione


Le proposte di “ammodernamento”

Al termine dell’esercizio di consultazione avviato con il Libro Verde, avendo nel frattempo acquisito le relazioni delle autorità competenti dei vari Stati membri sull’impatto della Direttiva, la Commissione europea ha formalizzato la proposta di revisione della Direttiva Qualifiche nel dicembre 2011 (10), individuando una serie di obiettivi per il suo “ammodernamento”:

• “ridurre la complessità delle procedure con l'ausilio di una tessera professionale europea, che consentirebbe di usufruire in maggior misura dei vantaggi offerti dal valido sistema di informazione del mercato interno (IMI);

• riformare le regole generali per stabilirsi in un altro Stato membro o per spostarsi su base temporanea;

• ammodernare il sistema di riconoscimento automatico, in special modo per infermieri, ostetriche, farmacisti e architetti;

• prevedere nella direttiva un quadro normativo destinato a professionisti con qualifica parziale e a notai;

• definire garanzie per i pazienti, le cui preoccupazioni riguardo alle competenze linguistiche e ai rischi in caso di errori dovrebbero trovare maggiore espressione nel quadro normativo;

• stabilire disposizioni giuridiche per l'erogazione di informazioni di facile consultazione e orientate al contenuto riguardo alle norme che regolamentano il riconoscimento di qualifiche, sulla base di strutture complete di e-government per l'intero processo di riconoscimento;

• introdurre un esame sistematico e un esercizio di valutazione reciproca per tutte le professioni regolamentate negli Stati membri”.

La proposta della Commissione europea è stata recentemente approvata dal Parlamento europeo con Risoluzione del 9 ottobre 2013. L’Europa ha così confermato il suo forte ruolo propositivo verso un mercato delle professioni più libero e dinamico, in grado di garantire flessibilità, mobilità, effettivo riconoscimento delle reali competenze acquisite dai singoli professionisti, con una riduzione dei costi amministrativi connessi al mutuo riconoscimento. In occasione della relazione di presentazione, inoltre, è stato sottolineato come nell’attuale “fase di crisi finanziaria, economica e sociale senza precedenti dalla sua nascita, l'Europa deve imprimere un nuovo spirito di dinamismo e di innovazione basato sui valori di unità, diversità e solidarietà. Per numerosi cittadini europei, soprattutto i giovani, colpiti in proporzioni inquietanti dalla disoccupazione, la mobilità professionale può essere una necessità per assicurarsi un futuro e ritrovare fiducia nel progetto europeo”.


Note:

(10): COM (2011) 883 del 19.12.2011.