prima pagina indice del numero stampa questa pagina esporta in pdf Quaderno del 1° ottobre 2013

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Gli ammortizzatori sociali in deroga nel 2013


Gli ammortizzatori sociali in deroga nel 2013

di Rita Arcese
Settore Lavoro - Tecnostruttura

Il tema degli ammortizzatori sociali in deroga da un quinquennio a questa parte riveste grande rilievo e attualità a livello nazionale, ponendosi da tempo al centro del dibattito sulle politiche del lavoro e sulle misure più idonee per far fronte alla crisi, e caratterizzando in maniera costante l’attività programmatica e amministrativa delle Regioni, anche in considerazione del prolungarsi della crisi economico - produttiva che a partire dal contesto internazionale ha investito l’Italia con modalità e intensità diverse.

Si richiama, infatti, l’intenso processo di revisione normativa, operato dal 2008, che pur nel riconoscimento della necessità di una riforma organica degli ammortizzatori sociali, peraltro contenuto in maniera costante nei provvedimenti che si sono susseguiti nel tempo negli ultimi 15 anni, si pone l’obiettivo di ampliare l’ambito di applicazione dei trattamenti esistenti di integrazione salariale e di sostituzione del reddito a favore delle categorie di lavoratori normalmente escluse da tali tutele, al fine di realizzare un sistema di protezione in chiave universalistica, maggiormente rispondente all’attuale contesto del mercato del lavoro. Con il decreto legge 185/2008, in particolare, ferma restando l’autonomia regionale nell’attuazione di tali strumenti che necessariamente si diversificano e si connotano in maniera peculiare secondo il differente manifestarsi della crisi nei contesti territoriali, è stata delineata per la prima volta una regolamentazione minima sugli ammortizzatori in deroga fondata su alcuni elementi essenziali riguardanti la definizione delle categorie dei destinatari, alcuni requisiti soggettivi per l’accesso ai trattamenti e la durata degli stessi e stabilita la necessità di un effettivo collegamento tra gli strumenti di sostegno al reddito e le misure di politica attiva. In tale contesto, a partire dall’Accordo del 12 febbraio 2009 sono state stipulate intese successive tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, realizzando così, per la prima volta, attraverso un elevato impegno politico istituzionale da parte di tutti gli attori coinvolti e un ingente stanziamento di risorse finanziarie statali e regionali (con il concorso del Fse), un sistema coordinato di interventi di sostegno al reddito e di politica attiva del lavoro a favore di quei soggetti esclusi dagli strumenti ordinari. Sulla descrizione del sistema degli ammortizzatori sociali in deroga del periodo 2009-2012, con l’attuazione dell’accordo del 12 febbraio 2012, si rimanda ai numerosi approfondimenti effettuati nei numeri passati di QT, in cui sono stati affrontati sia gli aspetti di evoluzione normativa sia i profili di attuazione regionale, attraverso l’analisi dei modelli territoriali condivisi con le parti sociali nonché delle modalità di integrazione tra le politiche attive e passive, in coerenza con il quadro di indirizzo e di regole delineate dal continuo confronto interistituzionale.

In questa sede, partendo da un breve richiamo delle novità introdotte sul sistema delle tutele dalla legge 92/2012, che ha visto l’impegno delle Regioni e Province autonome sia nel Tavolo del ministero del Lavoro con le parti sociali, volto a delineare gli indirizzi di intervento relativi alla riforma del mercato del lavoro, sia nel processo che ne ha condotto all’approvazione parlamentare, si intende dar conto dell’intensa attività regionale che ha portato alla sottoscrizione di una nuova intesa sugli ammortizzatori sociali in deroga per il 2013 e dei relativi accordi con le parti sociali, ponendo in estrema sintesi l’attenzione su alcuni elementi di riflessione che si profilano nei tavoli di confronto interistituzionale.