Quaderno del 31 marzo 2025
Esperienze
Politiche di Coesione e Verifica climatica
Politiche di Coesione e Verifica climatica
Il Green Deal europeo ha posto l’obiettivo ambizioso di raggiungere la neutralità climatica nel 2050 e di traguardarne l’abbattimento del 55% nella tappa intermedia del 2030, ormai prossima. A partire dal 2019 sono state avviate numerose iniziative legislative e politiche per garantire il raggiungimento dei traguardi fissati. Anche il disegno della Politica di Coesione 2021-2027 è fortemente orientato a sostenere il Green Deal, dedicando alla creazione di un’Europa più verde uno dei 5 Obiettivi di policy strategici nel quale concentrare quote consistenti dei fondi, e rafforzando il ruolo trasversale delle politiche di mitigazione (per la riduzione delle emissioni di gas serra) e delle politiche di adattamento agli impatti del cambiamento climatico, alle quali destina una quota rilevante del proprio budget (almeno il 30% del totale nel caso del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale - FESR e il 37% nel caso del Fondo di Coesione).
In questo quadro, dal quale si rileva una crescente attenzione alle tematiche ambientali e climatiche, concepite non solo come strumento di tutela ma di benessere socioeconomico, di vantaggio competitivo e di autonomia dai Paesi terzi, l’adattamento ai cambiamenti climatici, che nel precedente ciclo di programmazione aveva giocato un ruolo del tutto secondario rispetto alla mitigazione, ha assunto un ruolo di primissimo piano nella programmazione. L’incrementarsi di eventi meteoclimatici estremi e l’evidenza dei loro impatti, anche testimoniata da studi e da stime economiche dei danni subiti, hanno contribuito significativamente ad accendere l’attenzione delle politiche europee e ad orientare le scelte verso la ricerca di soluzioni repentine ed efficaci per incrementare la resilienza dei territori ed evitare o ridurre i danni alla popolazione e ai beni esposti al rischio.
Le recenti alluvioni che hanno devastato il territorio italiano e diversi Paesi europei tra l’estate e l’autunno del 2024 sono infatti solo alcuni tra i tanti fenomeni derivanti dal cambiamento climatico che negli ultimi anni hanno colpito l’intero continente europeo con effetti negativi sull’economia e sulle persone.
Le infrastrutture hanno un ruolo particolarmente rilevante nella Politica di Coesione, in quanto costituiscono il presupposto fisico per lo svolgimento delle attività alle quali i diversi Fondi sono destinati, dai settori produttivi sino ai servizi. Così come il loro sviluppo e buon funzionamento è funzionale alla riduzione di divari economici e territoriali e all’incremento del benessere delle popolazioni, il loro danneggiamento e l’interruzione della loro operatività è causa di marginalizzazione economica e sociale. Gli effetti dei cambiamenti climatici, infatti rischiano di aumentare anche le disuguaglianze, in termini di reddito e di disparità territoriali, come sottolineato da alcune recenti ricerche e dalla nona Relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale della Commissione Europea.
Al fine di prevenire danni alle infrastrutture finanziate con Fondi della Politica di Coesione, il Regolamento (UE) 2021/1060 stabilisce che le Autorità di Gestione dei programmi, nella selezione dei progetti, garantiscano l’immunizzazione dagli effetti del clima degli investimenti in infrastrutture la cui durata attesa è di almeno 5 anni attraverso lo strumento della Verifica climatica (Climate proofing): un processo volto a evitare che tali infrastrutture siano vulnerabili ai potenziali impatti climatici a lungo termine (pilastro della resilienza climatica) e che il livello delle emissioni derivanti dal progetto sia coerente con l’obiettivo della neutralità climatica (pilastro della neutralità climatica). Si tratta di una novità importante, che comporta uno sforzo rilevante in termini di apprendimento e di organizzazione. A tal fine, la Commissione europea ha fornito degli Orientamenti tecnici per infrastrutture a prova di clima nel periodo 2021-2027 e a livello nazionale il Dipartimento per le Politiche di Coesione, d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e con il supporto di Jaspers Advisory, ha predisposto linee guida nazionali e avviato un dialogo costante con le AdG su questo tema.