prima pagina indice del numero stampa questa pagina esporta in pdf Quaderno del 31 marzo 2025

+T -T Esperienze

Le lezioni apprese


Le lezioni apprese

La verifica climatica, se svolta seguendo specifici criteri, assicura la compliance con il principio del DNSH (Do Not Significant Harm), introdotto dal cosiddetto “Regolamento Tassonomia” (Regolamento 2020/852), e finalizzato a garantire che gli investimenti siano realizzati senza pregiudicare le risorse ambientali e i pertinenti obiettivi europei. A tal fine il DNSH si applica sia agli investimenti realizzanti nel contesto del Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (PNRR), sia nell’ambito della Politica di Coesione europea.

Gli esiti della verifica climatica, dunque, contribuendo a rendere le opere infrastrutturali più resilienti ai futuri cambiamenti climatici, consentono di ridurre i possibili impatti degli eventi estremi e i costi economici di riparazione dei danni nel pieno rispetto del principio DNSH.

L’esperienza realizzata in Sardegna insegna che per una efficace messa a regime delle pratiche e dei processi per la realizzazione delle verifiche climatiche alcuni elementi sono di importanza strategica.

Vi è in primo luogo la necessità di intervenire da subito nella definizione chiara dei ruoli, procedure e competenze necessarie da mobilitare (varie figure professionali sono coinvolte, tra cui climatologi, ingegneri, architetti, geologi, paesaggisti, agronomi, etc.). Questo può essere fatto anche attraverso un’azione di capacity building degli attori coinvolti, al fine di trasformare l’obbligo regolamentare in una opportunità di crescita della consapevolezza verso il tema del cambiamento climatico.

Vi è in secondo luogo la necessità di definire un sistema efficace per la messa a disposizione e la fruizione dei dati climatici. Una delle lezioni importanti del caso pilota è che la disponibilità di dati locali accresce di molto il livello di dettaglio e di precisione nell’analisi dell’esposizione.

Vi è infine la necessità che il Sistema Regione si attrezzi, con competenze interne o meno, per la realizzazione “centralizzata” dell’analisi dei dati climatici, che risulta molto complessa da un punto di vista tecnico e che non può essere richiesta ai singoli beneficiari dei progetti. Ottimale sarebbe l’utilizzo di nuove tecnologie per la creazione di un sistema interattivo (esempio in allegato) automatizzato e accessibile ai beneficiari e progettisti, che restituisca dati facilmente leggibili sugli indicatori climatici, i tempi di ritorno degli eventi estremi e le probabilità che essi si verifichino.

 

Documento allegato: Allegato-SardegnaClima-