prima pagina indice del numero stampa questa pagina esporta in pdf Quaderno del 30 giugno 2026

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Evoluzione normativa della filiera formativa tecnologico-professionale

di Luca Sciarretta
Tecnostruttura - Settore Politiche per il Lavoro e dei Sistemi Formativi

Nell’ultimo articolo pubblicato sull’argomento, a settembre 2024 (1), si era giunti alla conclusione di come la costituzione della filiera non rappresentasse certamente un punto di arrivo, ma solo l’inizio di un sistema in evoluzione che avrebbe dovuto assumere progressiva concretezza attraverso i previsti accordi tra le Regioni e gli uffici scolastici regionali, per integrare e ampliare l'offerta formativa dei percorsi sperimentali e dei percorsi di istruzione e formazione professionale, in funzione delle esigenze specifiche dei territori. Un’opera indispensabile di adattamento e personalizzazione degli interventi, fondamentale anche nell’ottica di verticalizzazione dei percorsi con la formazione terziaria non universitaria, prevedendo il necessario raccordo con le disposizioni della L. 99/2022 di riforma del sistema degli ITS Academy.

Trascorsi ormai due anni dalla pubblicazione della L. 121/2024, appare opportuno fare rapidamente un punto della situazione per capire quali sono stati gli step attuativi del nuovo quadro normativo delineato dalla richiamata legge e quali sono quelli ancora da compiere per dare piena attuazione alla riforma degli istituti tecnici e professionali, mirata ad allineare i curricula alla domanda di competenze che proviene dal tessuto produttivo del Paese.

L’impianto normativo della L. 121/2024 stabilisce un percorso che prevede la definizione e successiva condivisione in sede di Conferenza Unificata di due provvedimenti per il perfezionamento del quadro normativo complessivo:

1. Il Decreto “ACCORDI” in attuazione dell’art. 1, c. 8 tra Regione-USR per l’attuazione della filiera formativa tecnologico-professionale e per l’eventuale costituzione di “reti-CAMPUS” e cui partecipano anche gli ITS Academy, le università, le istituzioni di AFAM e altri soggetti pubblici e privati;

2. Il Decreto “INVALSI”, a norma dell’art. 1, c. 4, lett. b, che istituisce il sistema di valutazione dell'offerta formativa e la definizione centralizzata e condivisa delle competenze su cui definire gli esami di Stato.

Le Regioni da subito stimolano il confronto con il MIM già a partire da novembre 2024. Nel mese di marzo 2025 il Ministero invia una prima bozza del Decreto “Accordi” che, come già accennato, ha il principale intento di andare a disciplinare la governance della filiera formativa tecnologico-professionale, con particolare riferimento alla dimensione regionale della stessa e alla definizione e attivazione dei campus. Lo strumento normativo è quindi finalizzato alla definizione degli elementi utili alla stipula degli accordi che mettano in “rete” tutti i soggetti erogatori di percorsi ordinamentali coinvolti nella filiera. In questo ambito uno dei principali oggetti di confronto tra Ministero e Regioni è stata la definizione della filiera, ossia delle sue componenti fondamentali e imprescindibili, e del tipo di rapporto che dovesse sussistere, nello specifico, tra istituzioni scolastiche ed enti accreditati per la IeFP. Le Regioni hanno da subito sostenuto il principio della pari dignità dei percorsi offerti dalla IP e di quelli offerti dalla IeFP chiedendo quindi che la filiera, nella sua componente minima, non solo prevedesse la necessaria partecipazione della IeFP, ma anche che fosse prevista la possibilità di una “filiera a trazione IeFP”, dove il soggetto capofila fosse rappresentato da un ente di formazione accreditato. Il Ministero non ha accolto tale posizione ed il confronto si è fermato.

Nel mese di giugno 2025, con Decreto Dipartimentale n. 1282 del 3 giugno 2025, il Ministero approva “l’avviso finalizzato all’acquisizione di candidature per il finanziamento della progettazione di fattibilità tecnico-economica di interventi infrastrutturali correlati alla realizzazione dei campus di cui all’articolo 25-bis, comma 3, del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 novembre 2022, n. 175, da parte delle Regioni”. Il provvedimento di fatto anticipa e sottrae dai contenuti del Decreto “ACCORDI”, l’istituzione e costituzione dei campus.

A novembre 2025, con decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127 “Misure urgenti per la riforma dell'esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell'anno scolastico 2025/2026” viene introdotto un nuovo comma 8bis all’articolo 25-bis del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144. Il testo del nuovo comma prevede che, a decorrere dall'anno scolastico 2026/2027, “il dirigente scolastico, nell'ambito dell'offerta formativa erogata dall'istituzione scolastica e in conformità agli accordi di rete da stipulare con soggetti di cui al presente articolo, propone al Ministero dell'istruzione e del merito la candidatura per l'attivazione dei percorsi della filiera formativa tecnologico-professionale”.

Da qui l’emanazione del DM 221 del 14 novembre 2025 concernente il consolidamento e lo sviluppo della filiera formativa tecnologico-professionale. Con questo provvedimento si pone in capo all’istituzione scolastica l’attivazione della filiera che il Ministero provvederà poi ad autorizzare. I percorsi di IeFP rimangono elemento costitutivo della filiera, ma solo in modo accessorio visto che all’art. 4, c. 2 si chiarisce che “si prescinde dalla partecipazione delle strutture formative che erogano percorsi di IeFP qualora non presenti o in mancanza di strutture formative che abbiano manifestato volontà di partecipare”. I compiti delle Regioni nell’ambito della filiera vengono circoscritti e dettagliati:

- la programmazione dell’offerta formativa territoriale in considerazione dei fabbisogni di competenze degli attori locali del mercato del lavoro;

- le azioni di orientamento volte a favorire la conoscenza delle filiere formative tecnologico-professionali;

- l’analisi e la definizione del fabbisogno di competenze delle aziende, anche in collaborazione con gli attori del mercato del lavoro locale e i soggetti aderenti alla filiera tecnologico professionale;

- le modalità di coinvolgimento dei soggetti accreditati per l’erogazione dei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al capo III del D. Lgs. n. 226/2005 e dei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS), di cui al decreto del presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008.

Sempre nel mese di novembre 2025 prende avvio il confronto sulla bozza di Decreto “INVALSI”. Come emerge dalle previsioni contenute nella L. 121/2024 e come già illustrato, il provvedimento definisce il sistema di valutazione delle istituzioni formative accreditate che aderiscono alla filiera da parte dell’istituto e sarà utile alle studentesse e agli studenti, al termine dei percorsi quadriennali di istruzione e formazione professionale, per l’accesso diretto ai percorsi formativi degli ITS Academy e all'esame di maturità di istruzione professionale. Sempre con riferimento alla necessità di mantenere una coerenza generale di sistema rispetto al nuovo percorso della filiera che si innesta sull’ordinamento preesistente, le Regioni avevano chiesto che la valutazione INVALSI, oltre ad avere carattere obbligatorio per i percorsi di IeFP aderenti alla filiera, potesse avere carattere facoltativo, previo accordo tra Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano con INVALSI, per il resto delle strutture accreditate dalle Regioni. La proposta non troverà accoglimento nella versione finale del decreto emanato con Delibera del Consiglio dei Ministri il 22 aprile 2026.

Secondo quanto illustrato sembra che l’impianto normativo della filiera abbia seguito una linea evolutiva diversa da quella prevista dall’impianto originario della L. 121/2024. In mancanza del Decreto “ACCORDI” ciò che attualmente norma le modalità di attivazione della filiera è, come abbiamo visto, il DM 221 del 14 novembre 2025 attraverso un processo di proposta iniziale del dirigente scolastico e la successiva autorizzazione da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito tramite gli Uffici Scolastici Regionali.

Permangono tuttavia diverse questioni da chiarire, con particolare riferimento al rapporto tra i diversi soggetti che dovrebbero costituire la filiera, ai loro ruoli e a come gli stessi possano costituirsi in rete per erogare un’offerta integrata e coerente.

 


Note:

(1): “Il contributo delle Regioni e Province autonome all’istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale” in QT – Quaderni di Tecnostruttura del 30 settembre 2024.