prima pagina indice del numero stampa questa pagina esporta in pdf Quaderno del 29 marzo 2018

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Le novità attese nel futuro delle politiche UE

Il prossimo 25 maggio diventerà operativo in tutti i Paesi UE il nuovo Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (Reg. (UE) 2016/679), un provvedimento che ha l’intento di assicurare un’applicazione coerente ed omogenea delle norme a protezione dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone fisiche in tutta l’Unione. L’Italia ha già avviato il percorso di adeguamento della normativa nazionale al nuovo Regolamento, che esiterà in una revisione del Codice vigente (D.lgs. 196/2003) entro il 21 maggio 2018; termine per l’attuazione della Legge Delega al governo. Presentiamo una disamina dei principali fattori di novità introdotti dal Regolamento UE rispetto all’attuale disciplina, mettendo in evidenza gli aspetti di maggior rilievo per le Regioni e in particolare alcune prime indicazioni, in merito agli adempimenti da porre in essere, sia in qualità di titolari sia nel ruolo di responsabili del trattamento. Considerata, infine, la particolare attenzione che in ambito FSE è da molto tempo prestata al tema della tutela dei dati, si riportano alcune indicazioni di massima per le AdG in merito ai risvolti per i trattamenti effettuati in tale settore e alle possibili iniziative da mettere in campo.

Fra poco più di un mese la Commissione europea presenterà la propria proposta sul Quadro finanziario pluriennale della UE per il periodo 2021-2027 (QFP) e, a seguire, la relativa regolamentazione: avranno così ufficialmente inizio i negoziati per il futuro bilancio dell’Unione e per le politiche che esso sosterrà, compresa la politica di coesione. Nel nostro Paese le Regioni hanno sempre svolto un ruolo attivo nella definizione della posizione italiana ed anche in vista di questo nuovo ciclo hanno cercato di anticipare la riflessione attraverso un lavoro di confronto intrapreso da oltre un anno. Illustriamo quindi gli elementi essenziali del progressivo posizionamento Italiano, rispettivamente rappresentati dalle Regioni e dallo Stato, focalizzando sia la politica di coesione, con alcuni accenti specifici sul Fondo sociale europeo, sia il futuro QFP. Inoltre diamo spazio all’attività in corso nelle istituzioni europee, distinguendo Commissione, Consiglio e Parlamento nonché l’azione di organi consultivi di particolare rilievo regionale quali il Comitato delle Regioni e la rete CRPM che ha elaborato studi ed approfondimenti.

Presentiamo poi un’analisi sull’Addendum al documento di posizione italiana “Il Quadro Finanziario Pluriennale: uno strumento strategico al servizio degli obiettivi dell’Unione europea”. Approfondiamo il lavoro che si è svolto in ambito di Comitato interministeriale Affari europei (CIAE) che ha attribuito rilievo al QFP post 2020, soprattutto in vista dell’avvio del negoziato previsto per maggio 2018 e, in particolare, evidenziamo i temi che con maggiore dettaglio sono stati presi in considerazione.

Il 22 febbraio 2018 la Conferenza Stato – Regioni ha approvato l’Accordo sullo standard professionale e formativo di manutentore del verde: presentiamo le novità introdotte rispetto al precedente testo siglato in Conferenza delle Regioni e tracciamo le fasi del lavoro che hanno condotto alla stesura finale.

Affrontiamo, infine, il tema dell’Innovazione sociale con una panoramica delle azioni messe in campo dalle Regioni Italiane per realizzare la Social Innovation in ambito FSE: queste iniziative sono analizzate in relazione alle categorie d’intervento individuate nell’ambito dei Programmi operativi, prescindendo dall’Obiettivo tematico nell’ambito del quale sono state realizzate. A corollario si offre anche un quadro di alcuni progetti realizzati in Europa, nell’ambito del programma EaSY o all’interno di altri programmi di finanziamento pubblico.