prima pagina indice del numero stampa questa pagina esporta in pdf Quaderno del 22 dicembre 2021

+T -T INTERVISTA

Toma: “Il coinvolgimento delle Regioni per un futuro di coesione e crescita”

di Roberta Giangiorgi
Tecnostruttura - Settore Comunicazione

Il ruolo delle Regioni nell’attuale fase di ripresa e nel processo europeo verso una società sempre più inclusiva e vicina alle persone sono i temi affrontati nell’intervista a Donato Toma, governatore della Regione Molise e presidente di Tecnostruttura. Nel suo intervento, Toma presenta la sua visione sul prossimo futuro e sulle sfide più ambiziose che garantiscano coesione e crescita.

 

D. La mission di Tecnostruttura è agevolare il confronto e la collaborazione tra Regioni e Province autonome nella programmazione e attuazione delle politiche rivolte allo sviluppo delle risorse umane, con particolare attenzione all’utilizzazione del Fondo sociale europeo. Il coordinamento delle politiche territoriali si è dimostrato un punto di forza nel dialogo con le istituzioni nazionali. Nel nuovo ruolo di presidente dell’associazione quali azioni pensa possano rivelarsi utili per rafforzare il ruolo unitario delle Regioni, pur nel rispetto delle singole istanze?


R. L’unità delle Regioni si misura nel confronto costruttivo che, di norma, orienta il nostro operato, ma anche nel riscontro delle azioni attuate. Un concetto da difendere e rivendicare è che tutti i territori debbano essere messi in condizione di avere le medesime possibilità. In un Paese civile e democratico, è necessario individuare misure compensative in grado di assicurare la perequazione dei Livelli essenziali di prestazione a tutto il Paese, così come garantisce la Costituzione. Registriamo, con piacere, da parte del Governo Draghi una diversa sensibilità e un cambio di passo nei confronti delle politiche a sostegno dei territori, che dovrà tradursi in azioni concrete, a partire dal Pnrr. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è una vera e propria chiave di svolta per superare i danni causati dalla pandemia, ridefinire l’architettura socio-economica dell’Italia e per guardare al domani con entusiasmo e speranza. Ma occorre che le Regioni siano coinvolte. Tecnostruttura, con una mission “ampliativa”, può dare un supporto efficiente perché ogni Regione colga appieno le occasioni europee.

 

 

D. L’Europa oggi più che mai sceglie di investire nelle persone e costruire un'Europa più sociale e inclusiva. Le Regioni hanno aderito a tale visione, programmando obiettivi specifici. Da protagonista di questo processo, anche in qualità di presidente della Regione Molise, quali aspetti ritiene finora più riusciti e quelli da migliorare in vista dei grandi obiettivi europei?


R. Più che di aspetti, focalizzerei l’attenzione sulla vision complessiva. Stiamo assistendo alla più grave crisi che l’Europa si sia trovata ad affrontare a partire dal secondo dopoguerra. L’Unione europea è a un bivio: scegliere la strada dell’arroccamento e dell’egoismo, o intraprendere un nuovo cammino che superi il rigorismo che, in questi anni, ha aumentato il divario socio-economico tra gli Stati membri. Dopo anni di politiche rigide e oppressive, è arrivato il momento di lavorare per un’Europa solidale, capace di ricostruire un futuro di coesione e di crescita, di rilanciarne la competitività internazionale. Occorre un cambiamento radicale, subito e senza indugi, se vogliamo salvare l’Europa. Mi sembra che con NextGenerationEU e altri programmi, l’Europa stia, letteralmente, voltando pagina.

 

 

D. Il 2022 è stato proclamato anno europeo dei giovani. Una scelta che testimonia ulteriormente l’attenzione che l’Europa sta dimostrando verso le nuove generazioni, prevedendo risorse e iniziative mirate per migliorarne le prospettive future. In questo ambito, quali opportunità può offrire la programmazione europea a livello territoriale?


R. Indubbiamente, la strategia e i programmi che l’Europa mette in campo per i giovani sono un’opportunità da non perdere. Quello che occorre fare a livello locale è, innanzitutto, assicurare una puntuale comunicazione, anche in raccordo con le istituzioni scolastiche, per sensibilizzare i giovani e le loro famiglie su ciò che l’Unione europea offre per il potenziamento delle competenze in una prospettiva innovativa e interculturale.